Piovono fiori. I giardini sottosopra di Rebecca Louise Law.

Ispirata ai disegni ed i colori della natura, l’artista londinese Rebecca Louise Law trasforma sterminati campi di fiori in incantevoli installazioni. Una particolarità: i suoi giardini sono capovolti e per ammirarli devi puntare il naso all’insù. E così sbocciano coreografie di rose, peonie, gigli, orchidee e girasoli che, ancorati al soffitto, riempiono lo spazio del profumo della primavera.

rebecca louise law flowers church

Dopo aver studiato arte all’Università di Newcastle ed essersi interessata alla lavorazione di materiali naturali, Rebecca decide di sperimentare  un nuovo linguaggio per decorare lo spazio attraverso la natura, capovolgendo letteralmente il punto di vista tradizionale. I suoi giardini pendenti diventano geometrie di petali che re-interpretano l’addobbo floreale, non più inteso come accessorio decorativo ma come elemento centrale per l’organizzazione dello spazio. Le sue performance esplorano, ogni volta con originalità ed innovazione, le interazioni tra l’uomo e la natura.

rebecca louise mostra chelsea fiori

E così centinaia e centinaia di boccioli pendono dalle arcate di Westminster Abbey, diventano performance decorative alle sfilate di moda di Gucci, Cartier, Hermes e Ferragamo, trasformano le sale di gallerie e musei in foreste colorate da petali, riempiono il grigio degli spazi pubblici.

rebecca louise flowers peonie

Fashion Revolution Day #insideout

Per dichiararti a favore della moda etica, partecipa al Fashion Revolution Day il prossimo 24 Aprile. Indossa i tuoi capi al contrario, fotografati e condividi la tua risposta con l’hashtag #insideout.

24 Aprile 2013. Siamo in Bangladesh, dove la parola fashion victim ha assunto un significato crudele e sanguinario. Dove i buyers occidentali comprano le braccia e le mani dei locali per tessere gli abiti del resto del mondo.

Dopo un anno dal crollo del palazzo che ospitava lo sfruttamento del lavoro tessile, la moda decide di ricordare quel terribile avvenimento promuovendo il Fashion Revolution Day.
La campagna internazionale di sensibilizzazione promuove una nuova coscienza etica della moda. Perché i capi alla moda non rendano solo belle chi li indossa anche anche chi li fa.

fashion revolution day su twitter

Chi ha fatto i tuoi vestiti? Da dove viene il cotone che indossi? In quale paese è stato prodotto ed in quale è stato confezionato? Quanti anni hanno quelli che hanno cucito le tue scarpe? Sono donne? O forse bambini?