The Waste Management Series di Vincent Skoglund parla di tutti noi.

The Waste Management Series di Vincent Skoglund parla di tutti noi. Perché? Perché racconta il futuro dai nostri scarti.

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The Waste Management Series
#14 Radiators

Se qualcuno vuole conoscerti meglio, fagli vedere la tua spazzatura. Si, hai capito bene. Fagli rovistare tra tutto quello che per te adesso non ha più valore ma che, appena un attimo fa, ti è servito.
Perché tu sei quello che hai usato, mangiato, gettato via, rotto, scartato.
Vincent Skoglund, artista svedese, ha realizzato nel 2011 questa serie di opere intitolata The Waste Management Series. Un’altra forma di arte astratta che parla sempre la stessa lingua. Quella di tutti quanti noi.

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The Waste Management Series
#8 Hospital Electronics

Ma la serie di reperti non è solo un esercizio stilistico per allenare la fantasia e la creatività astratta ma una vera istantanea sul futuro del nostro pianeta. Ogni composizione denuncia lo spreco materiale che ci circonda. E oggetto su oggetto, crescono torri di immondizia che altro non sono l’espressione di quanto non siamo riusciti a riciclare.

In ogni “complemento di arredo” della collezione The Waste Management Series di Vincent Skoglund si distingue un elemento caratteristico: la nostra pigrizia.

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The Waste Management Series
#Plastic Containers

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The Waste Management Series
#12 Cans

della collezione The Waste Management Series  di Vincent Skoglund c’è un elemento segreto. La nostra pigrizia.

Banana Graffiti a colazione con Marta Grossi.

La banana diventa arte con Marta Grossi!

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Immagina se a colazione ti servissero la banana graffiata dalla fantasia di Marta Grossi!? Al posto della tela, Marta Grossi usa la buccia della banana come foglio per creare la sua arte.
I graffiti prendono forma sul frutto e lo decorano in modo così divertente che, quasi quasi, ti viene voglia di non mangiare più!

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Un progetto che diventa provocazione mostrando come tutto, anche una semplice banana, possa essere esteticamente appagante come tutto nella società della plastica di oggi. Nulla a che vedere con l’impegno sociale di Piero Manzoni e della sua Merda d’artista. Questa è arte che si mangia, si mangia sul serio.

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Banana Graffiti è il temporary project che l’artista italiana ha realizzato per creare la sua personale ed unica collezione di banane per la prima colazione del mattino. Si tratta di un esempio di vera e propria arte temporanea, che dura il tempo di una notte. Decorate la sera prima di andare a dormire, la banana graffito viene poi consumata il giorno dopo come primo pasto della giornata. L’umore di Marta Grossi, le sue emozioni della giornata appena trascorsa diventano fonte di ispirazione e guidano i colori, le forme per disegnare ogni giorno un vestito a buccia di banana sempre nuovo.

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L’arte diventa un’altra volta il mezzo per customizzare oggetti quotidiani. Ma questa volta dura solo per qualche ore!
Scopri il suo colorato profilo su instagram @bananagrafitti!

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Il ritmo visivo di Georgiana Paraschiv

Il ritmo visivo di Georgiana Paraschiv viene da Bucarest.

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Timeless – Georgiana Paraschiv

Designer e artista, Georgiana Paraschiv è riuscita a trasformare in arte la sua immaginazione stilizzata.
Le sue stampe sono ripetizioni di immaginari ispirati alle sfumature della natura idealizzata in schizzi di colori e di forme. Georgiana Paraschiv riempie il bianco di pattern astratti e predilige le sfaccettature di grigio, di rosa, di nero. Senza tempo e senza costrizioni di limiti, le sue creazioni rivelano emozioni di colori e sensazioni di forma. Georgiana Paraschiv non ti suggerisce quella giusta. Ognuno può lasciarsi ispirare dal ritmo visivo della sua continuità abbandonandosi ad una personale empatia sentimentale.

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Lines BW – Georgiana Paraschiv

Come una canzone che ripete all’infinito il suo ritornello, le creazioni di Georgiana Paraschiv hanno il ritmo melodico di una fantasia che inizia ma non finisce.
Pois, strisce, immagini essenziali e irreali decorano orologi, cuscini, coperte invadendo di tinte colorate l’atmosfera intima del bianco.

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Wild Side – Georgiana Paraschiv

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Black Swans – Georgiana Paraschiv

La Baguette di Fendi come arte a passeggio

La Baguette di Fendi sfida gli artisti internazionali nel produrre originali versioni di arte a passeggio.

fendi baguette cotton

Will Cotton for Fendi

L’ideatrice della borsa femminile per eccellenza, Silvia Venturini Fendi ha coinvolto in una gara di maestria i più eclettici personaggi del mondo dell’arte contemporanea. Pistoletto, Hirst, Ong, Kim sono solo alcuni dei grandi nomi che hanno contaminato con il loro tridimensionale lo scrigno dei segreti di molte donne, trasformandolo in una vera e propria “scultura da camera“, così come è stata definita da Achille Bonito Oliva. Ognuno ha decorato di personalità e creativa eleganza la Baguette, moltiplicandone usi e contesti.

fendi baguette pardo

Jorge Pardo for Fendi

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Toyota Corolla 2014 e le miniature di Fran Rossi

La Toyota si affida a Fran Rossi per promuovere l’undicesima versione della Corolla 2014.
Le finissime miniature mostrano i dettagli dell’auto, inventando scene divertenti ed originali.

toyota corolla auto rossi

Questa volta la casa automobilistica giapponese decide di ricorrere all’inventiva creativa dell’art director Fran Rossi.  Gli spazi sono stati riadattati ed ognuno di loro reinterpreta con fantasia e creatività la tecnologia dell’auto. Le rifiniture esterne e i dettagli interni sono stati valorizzati da simpatiche scene di vita. Continua a leggere

Le forme primitive di Peter Zimmermann diventano dipinti tattili.

Se credi siano cellule al microscopio, ti stai sbagliando.
Sono le forme che inventa l’artista tedesco Peter Zimmermann che, grazie alla tecnologia, crea dipinti tattili che evocano luminose forme primitive.

peter zimmermann pittura astratta

Nei suoi Blob PaintingsZimmernmann sostituisce la pittura ad olio con la resina, trasferisce sulla tela le immagini composte sul display del computer e colorate casualmente da pigmenti sgargianti. Una nuova versione di Action Painting, attraverso la quale l’atto fisico della pittura è veicolato dalla tecnologia.
Grazie all’uso creativo del computer, l’artista tedesco deforma i segni imprigionati sulla tela in immagini surreali, deformandone la forma e anche la consistenza.
La luminosità dei suoi pennelli digitali conferisce alle sue illustrazioni una densità postmoderna, dovuta all’originale sovrapposizione di strati materici al fine di ottenere insolite trasparenze colorate.
Ogni forma enfatizza sensazioni primordiali che ne evocano l’atto della creazione stessa.

peter zimmermann blob paintings

 

L’Heidelberg Project di Tyree Guyton. Per combattere il degrado urbano con l’arte.

Sembra che la teoria sociologica della finestra rotta possa essere capovolta. E diventare la teoria del buon esempio.

C’è qualcuno, a Detroit, che ci sta riuscendo. Tyree Guyton, artista locale, combatte il degrado urbano attraverso l’arte. Nel 1986 inaugura l’Heidelberg Project, con l’obiettivo di trasformare la decadenza sociale ed urbana, del quartiere afroamericano di Detroit, in uno spazio cittadino creativo. Se ti va di sbirciare più da vicino, guarda il video di ’Choice Notes’ della cantante america  Alex Winston, interamente girato tra le strade dell’Heidelberg Project.

Oggi il quartiere è diventato una vera e propria attrazione turistica, aperto a tutti coloro che abbiano voglia di curiosare dal vivo tra le opere di street art. E così le case abbandonate del quartiere diventano architetture abitative colorate, spesso abbellite dalla fantasia e dalla creatività dei gruppi di volontari che hanno deciso di restituire dignità e colore alle strade cittadine. Tyree Guyton ha entusiasmato l’intera comunità, coinvolgendo non solo i bambini ma anche gli artisti emergenti. E così sono nate la Animal Party House, la Orange House e la Polka Dot House.

Heidelberg Project Animal Party House Detroit

Animal Party – House Heidelberg Project, Detroit

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Polka Dot House – Heidelberg Project, Detroit

Si dice che quando stai facendo la cosa giusta, c’è sempre qualcuno pronto a farti lo sgambetto. Ed è quello che sta accadendo a Tyree Guyton. Un’escalation di incendi dolosi, infatti, sta distruggendo le case dell’Heidelberg Project. Il fuoco ha ridotto in cenere alcune delle case ma non lo spirito positivo del quartiere, che continua la sua lotta.

“Detroit can’t give up”, Tyree  Guyton.