Michelle Tirronen e il piatti volanti

Michelle Tirronen, artista californiana, si diverte a fotografare piatti volanti.

photography michelle tirronen cookies

Un gioco di movimenti d’aria bloccati nell’istante di un fotogramma.
Specializzata nello shooting nella moda, Michelle Tirronen ha iniziato a fotografare il cibo ma in una maniera del tutto originale. In un gioco di astrazioni, Michelle Tirronen ha sperimentato un nuovo modo di intendere il cibo. Non più statico ma sospeso in aria. Il piatto diventa un trampolino di lancio dal quale gli ingredienti, finemente organizzati, vengono lanciati in aria.  Continua a leggere

Sugarandcloth, un livingblog da scoprire!

sugarandcloth è un vero e proprio un livingblog colorato, tutto da scoprire!

Con più di 45mila follower, sugarandcloth è uno dei profili più luminosi ed allegri ospitati da Instagram.

Ogni fotografia è uno spazio arredato con stile, quello che ormai contraddistingue la fondatrice texana del blog Sugar&ClothAshley Rose.
Grazie anche all’aiuto del fotografo, Jared, è riuscita a trasformare una passione in un lavoro creativo.

flowers sugarandcloth instagram indoor design

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Hai mai provato il Cornetto Algida di Bompas & Parr? E’ flou!

Bompas&Parr continuano i loro esperimenti creativi sul cibo.

cornetto algida fluo bompas parr

Il duo londinese, da sempre alla ricerca di nuove esperienze del gusto, ha  colorato il magico Cornetto Algida offrendo per la prima volta un glow-in-the-dark-cornetto alla premiere del film “The end of the world”. Al buio le lingue si sono accese di giallo e i nasi si sono sporcati di crema fluorescente.

Il mondo non finì, ma i gelati sì.

cinema cornetto algida bompas parr

Unelefante, dove la cioccolata è colorata come l’arte di Pollock.

C’è chi dice che nove persone su dieci amino la cioccolata.
La decima non mente. Forse ama di più l’arte.

La designer messicana Tatiana Sanchez ha lanciato la Tableta Pollock, di Unelfante.  Le barrette di cioccolato fondente al 54% nascono dalla collaborazione di Sanchez e il maître chocolatier più famoso del Messico, J. Llanderal. Colorate da schizzi di burro giallo, azzurro, rosa e bianco, le tavolette sembrano riprodurre le tinte delle tele del pittore statunitense mescolate alla dolcezza del puro cioccolato.

unelefante cioccolata pollock bar messico

L’importazione di mass-product rischia di cannibalizzare le esperienze di artigianato locale. Tatiana Sanchez ha provato a combattere questo fenomeno, ormai comune anche in Messico, inventando Unelefante. Una iniziativa originale che è diventata una vera e propria vetrina on-line dove poter comprare doni ispirati all’amore.

unelefante pollock globos palloncino amore messico

Non semplicemente una linea di regali ispirati dalla mano di artisti. I palloncini d’arte sono personalizzati, i cofanetti di cioccolato sono intonati alle fragranze del vino, i macarons abbelliscono i gioielli di filigrana artigianale. Ogni box nasce per raccontare un sentimento ed cogliere in chi la riceve un sorriso inaspettato. Su Unelefante, ogni artista crea regali inimitabili e selezionati che racchiudono la parola amore. Ogni confezione  include la bontà del cioccolato di chef Llanderal, l’originalità delle chocolate box di Tatiana Sanchez, la creatività delle designer Joana valdez e Georgina Duarte, il gusto raffinato del sommelier Sr. Sapiens.

All’Ultraviolet, Pairet vi offre lo psycho taste.

10 ospiti, un luogo segreto, 22 portate, 22 esperienze di gusto, un conto da 400$ a persona. Queste sono le regole per poter partecipare ad una serata all’Ultraviolet di Pairet, il primo ristorante multisensoriale del mondo.

Hai mai mangiato un’aragosta e immaginato il rumore del mare? Ed hai mai desiderato di assaggiare fish and chips, calpestando la bandiera inglese ed ascoltando i beatles? All’Ultraviolet di Shanghai tutto questo è possibile. Ad ogni portata, un video irrompe sulle pareti della sala riproducendo un’ambientazione unica e personale.

ultraviolet shanghai pairet

ultraviolet pairet tavolo verde shanghai

Superando i limiti tradizionali del menù à la carte, lo chef Paul Pairet è stato in grado di creare un contesto in cui, grazie alla tecnologie e alla sperimentazione, si è costantemente sottoposti a complessi stimoli sensoriali. Ad ogni portata si assaggia non solo cibo di alta qualità ma si prova quello che Pairet chiama lo psycho taste. Secondo lo chef francese, il cibo non è solo appagamento ma immaginazione, cultura e memoria. Il gusto, al contrario degli altri nostri sensi, non può essere semplicemente toccato, annusato e visto. Esso ne è, piuttosto, l’insieme armonico. Resta un’impressione intrappolata in un piatto, una esperienza che sfrutta la vista, il tatto, l’olfatto e l’udito per raccogliere informazioni che vengono restituite alla nostra mente anche in maniera inconscia. Ogni sapore è una magica sensazione extrasensoriale che rivela richiami proustiani. Il cibo diventa il mezzo che riscoprire la memoria del gusto del passato. Come la madeleine, gli assaggi veicolano i ricordi di ciò che la nostra mente ha già assaporato, rivelando nascoste sensazioni, percezioni ed emozioni.  Il gusto come mezzo per avvertire i sentimenti, recuperare l’immaginazione e ritrovare se stessi. Ecco perché il gusto è già gusto prima dell’assaggio, diventa senso durante l’assaggio e si trasforma in ricordo dopo. Ogni volta che viviamo una nuova esperienza culinaria recuperiamo le emozioni appartenenti ad assaggi già vissuti, che diventano punto di partenza per comprendere ed interpretare il nuovo.

ultraviolet pairet shanghai purple

Dopo aver cercato tra più di 80 locali, Paul Pairet sceglie la location più adatta ad accogliere il suo progetto culinario più ambizioso. Inaugurato a Shanghai nel 2012, Ultraviolet è il ristorante del futuro dove si assaggia la memoria. Con un investimento iniziale di 2,5 milioni di dollari, Pairet da vita ad un vero e proprio immersive dinner. La prenotazione può essere effettuata solo attraverso il sito ufficiale. Ogni ospite riceve una mail che lo invita a raggiungere il french restaurant di Pairet, il Mr&Mrs Bund. All’appuntamento li attende un van che li accompagna all’Ultraviolet, uno spazio nascosto nella città di Shanghai di 12oo mq, 13 km di cavi, 36 speaker e 7 proiettori. Il senso di attesa è massimizzato dalla non divulgazione dell’indirizzo della destinazione. I commensali vengono fatti accomodare in una sala offuscata da luci ultraviolette, dove ad accoglierli c’è la musica di 2001 Odissea nello spazio. Non esiste il menu ed ogni serata è irripetibile. Le 22 portate, così come le bevande, vengono scelte secondo un accoppiamento di gusti, equilibri e consistenze unici. Sotto il diretto ed attento coordinamento di Pairet, ogni momento di assaggio è studiato in ogni minimo dettaglio: la musica, le luci, i video-screen, i camerieri ed i commensali diventano attori essenziali della performance.


La formula, che combina tecnologia e gusto, verrà riproposta in versione spagnola forse un po’ meno originale. A giugno 2014 verrà inaugurato ad Ibiza, presso l’Hard Rock Hotel, Sublimotion il ristorante sensoriale dello chef pluripremiato Paco Roncero. Controllo dell’umidità, colori, luci, profumi, proiezioni, suoni e tavoli interattivi vengono intonati al gusto delle portate e costruiscono contesti gastronomici sempre nuovi al fine di far assaggiare non solo i sapori anche sensazioni. Il tutto costa 1600 €.

Il Colorfood di Dan Lev. Tra assaggi di colore e scatti di cibo.

Ogni luogo creativo è luogo d’arte. In cucina, il cibo diventa pennello, il piatto diventa tela e lo chef diventa artista. La mostra fotografica di Dan Lev intitolata ‘Colorfood‘ sembra seguire questo trend ma con regole e prospettive del tutto personali. La creatività degli chef, che hanno partecipato all’iniziativa, ha contagiato il processo creativo dello stesso Lev. Così come viene concepito un piatto, i suoi ingredienti fotografici vengono sperimentati, assaggiati, assemblati ed infine serviti. Il fotografo israeliano, presente all’Expo 2015, ha sviluppato il concept dell’intero evento ispirandosi al potere evocativo del colore. Il cibo diventa un mezzo per esprimere il colore, l’ancora visiva attraverso la quale prende forma l’ispirazione e la creatività dello chef. I sapori e le consistenze si combinano tra loro come elementi pittorici di un quadro, veicolando emozioni sempre più ispirate ad un’opera d’arte.

La Fondazione ElBulli di Ferran Adrià

L’inaugurazione della Fondazione ElBulli di Ferran Adrià, a maggio 2015, prevede la realizzazione di un progetto ambizioso che combina l’interazione tra il cibo, il design, il digitale e la storia.

La cucina, come ogni altra forma d’arte, progredisce verso forme di avanguardia sempre più sofisticate. Dopo essersi fermato per qualche anno, Ferran Adrià riappare al grande pubblico con un progetto gastronomico completamente rinnovato. La cucina molecolare di Adrià non sarà solo orientata alla sperimentazione di nuovi contrasti di gusto, colori e consistenze ma anche alla condivisione dei momenti creativi. Il progetto è articolato in tre ambienti. Uno spazio creativo dove riunire i professionisti del food e del design per inventare un nuovo linguaggio culinario. Uno spazio dove giocare con gli ingredienti e la fantasia. ElBulli 1846 sarà lo spazio dedicato alla conoscenza della storia della cucina. Il laboratorio creativo sarà ElBulli DNA. Chef, designer e architetti si confronteranno per sperimentare nuove forme di decontestualizzazione del cibo, inteso non più come mero nutrimento, ma come un’esperienza inedita. Bullipedia, infine, sarà il vero ingrediente rivoluzionario. Gli studi dei piatti, i retroscena dei successi e dei fallimenti  saranno resi disponibili su diverse piattaforme tecnologiche, permettendo un’interazione dinamica ed immediata con il grande pubblico ed altri chef. Le esperienze diventano momenti di condivisione e le condivisioni diventano opportunità di crescita.

Elbulli Fondazione lenticchie cavolo rosso

Elbulli Fondazione maccaroni uovo soia

Elbulli Fondazione scampi limone

Elbulli Fondazione pomodoro mare

Ceci n’est pas un cornet

Ceci n’est pas un cornet. Se guardi bene non è un gelato ma il ventre di un bambino troppo grasso.


Il Ministero della Salute francese ha affidato all’illustratore David Lesage la campagna contro i seri danni dell’obesità infantile. Il gelato e la pancia cicciottella sembrerebbero due facce dello stesso problema. La geniale sovrapposizione di immagini e significati descrive, in maniera divertente ed efficace, gli effetti di uno dei disagi alimentari più in crescita degli ultimi anni.

Ceci n'est pas un cornet di David Lesage