Oliver Oettli fotografa i venti di polvere colorata.

Oliver Oettli fotografa i venti di polveri colorate.

olivero oettli powder windsSenza alcuna attitudine alla moda e alle sue riflessioni fotografiche, Oliver Oettli ha finalmente realizzato il suo progetto ardito, faticoso e super colorato.
Powder Winds è diventata in poco tempo la sua serie più famosa: una collezione di scatti che disegnano nuvole di polvere colorata che abbracciano le modelle diafane.

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Michelle Tirronen e il piatti volanti

Michelle Tirronen, artista californiana, si diverte a fotografare piatti volanti.

photography michelle tirronen cookies

Un gioco di movimenti d’aria bloccati nell’istante di un fotogramma.
Specializzata nello shooting nella moda, Michelle Tirronen ha iniziato a fotografare il cibo ma in una maniera del tutto originale. In un gioco di astrazioni, Michelle Tirronen ha sperimentato un nuovo modo di intendere il cibo. Non più statico ma sospeso in aria. Il piatto diventa un trampolino di lancio dal quale gli ingredienti, finemente organizzati, vengono lanciati in aria.  Continua a leggere

Slater Trout e la sua tavola da surf conquistano anche Instagram

Slater Trout e la sua tavola da surf hanno conquistato anche Instagram.
Classe 1995, Slater Trout nasce in Florida ma ben presto conquista il mare delle Hawaii e della California, dove attualmente vive.

Su Instagram è ormai considerato uno dei profili suggested e, grazie ai suoi 55k fan, @slatertrout ha conquistato anche il photo-social più famoso al mondo.

slater trout instagram

@slatertrout

Il suo profilo è ricco di velocità, surf e onde ed ogni suo scatto sembra quasi farti salire a bordo della sua tavola per cavalcare la spuma bianca. Incorniciate dai favolosi tramonti hawaiani e di Los Angels, le sue fotografie sono il racconto autobiografico della carriera di un talento del mare.

slater trout instagram surf mare

@slatertrout

La luce e l’acqua diventano l’habitat naturale di Slater Trout. La tavola da surf diventa una continuazione naturale del suo corpo, un elemento di vita come l’ossigeno. Non un momento di separazione fisica con l’acqua, la tavola diventa il linguaggio per comunicare con le onde. La velocità della schiuma è l’adrenalina blu che scorre sotto la sua muta, che lo fa volare in capriole continue.
Scorrere il suo profilo non è sbirciare con occhi da curioso la vita di @slatertrout ma è restare affascinati dal suo mondo tra squali, tartarughe, tavole da surf e colazioni da campione.

slater trout surf instagram

@slatertrout

La fotografia immobile di Alex Prager

La fotografia di Alex Prager è l’immagine immobile di un racconto.

compulsion 2012 alex prager

3:14 PM PACIFIC OCEAN AND EYE #9 (PASSENGER CASUALTIES) – Alex Prager

La fotografa Alex Prager, Los Angeles based, è una delle fotografe contemporanee sulla quale scommettere.
Numerose mostre in giro per il mondo confermano il trend.
I suoi profili di fotografie sono scorci di vita. Le collezioni di Alex Prager, ormai apprezzate sia nei musei che nelle gallerie, sono racconti di storie che hanno la forma di immagini che si susseguono.
Le più affascinanti? Quelle che parlano attraverso le persone, i loro occhi, i loro abiti e i loro gesti. Come FACE IN THE CROWD del 2013.

face in the crowd new haven

CROWD #4 NEW HAVEN – Alex Prager

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La festa dei morti di Rankin e Andrew Gallimore

Si chiama Epitaph l’inno alla morte firmato da Rankin e Andrew Gallimore.
Il duo torna a collaborare in un progetto ispirato alla festa dei morti, in stile messicano.

rakin gallimore dia de los muertos

I colori si alternano sul nero della morte e il trucco grottesco di Andrew Gallimore disegna contorni di scheletri sui volti.
Grazie alla bravura creativa di Andrew Gallimore, le maschere sono colorate da fiori, perline, ornamenti argentei che cancellano l’espressione cupa dal volto dei modelli. Il fotografo Rankin incornicia il primo piano di “defunti stilizzati” su uno sfondo nero, colore simbolo della morte, reso più colorato dalle incredibili decorazioni di make-up. Continua a leggere

Mamma Aya Sakai conquista Instagram con la storia di Tasuku e del suo migliore amico Muu.

Mamma Aya Sakai conquista Instagram con la storia di Tasuku e del suo migliore amico Muu.

muu tasuku tokyo

A Tokyo c’è una mamma che ogni giorno pulisce il soggiorno, cresce i suoi bimbi e bada al suo cane.
Se pensi che questo accada ovunque allora non conosci mamma mamma Aya Sakai, il suo french bulldog Muu e i suoi piccoli Roche e Tasuku.  Senza neanche accorgersene, Aya ha raccolto quasi mille scatti e ha conquistato più di 500.000 fan su Instagram.

muu tasuku sleeping

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Peter Stewart racconta l’architettura urbana dell’affollata Hong Kong

L’artista australiano Peter Stewart racconta l’architettura urbana dell’affollata Hong Kong.
Le sue foto sono ritagli precisi delle geometrie architettoniche che disegnano i palazzi di una delle città più popolose al mondo.
Piano dopo piano, finestra su finestra e storia dopo storia si capolgono le prospettive.
L’ambiente urbano raccontato in questi scatti è un panorama inusuale di una città che, normalmente, si scorge dall’alto. I grattacieli moderni e luccicanti che sovrastano le piccole figure umane lasciano spazio alle alte geometrie urbane che, dal basso, raggiungo il cielo.

peter stewart grattacielo hong kong Continua a leggere

Per Erik Ravelo i bambini sono Gli Intoccabili

Per Erik Ravelo i bambini sono Gli Intoccabili, un’altra provocazione.
L’art director cubano anche questa volta ha scelto di far scalpore, sul web e non solo, facendo circolare una serie di scatti, violenti come schiaffi in faccia.

erik ravelo mc donal's
7 crocifissioni con 7 differenti carnefici ma sempre la stessa vittima.
Una critica esplicita che condanna l’indifferenza, la violenza e il consumismo che distruggono l’infanzia dei bambini di tutto il mondo. Gli adutli possono diventare armi di distruzioni di infanzia. Ognuno porta la sua croce, pensate e ingombrante. Continua a leggere

Vik Muniz e l’arte trash. C’è del bello anche nelle discariche.

La sfida dell’arte trash di Vik Muniz è trovare il bello ovunque, perfino nelle discariche.

vik muniz west land

Cresciuto nella West Land brasiliana, l’artista Vik Muniz sfida il suo pubblico a colpi di opere d’arte non convezionali. Il bello può essere nascosto ovunque, soprattuto sotto cumuli di vecchi stracci, bottiglie, resti di cibo e oggetti rotti.
Muniz raccoglie tutto quello che gli altri buttano via, il superfluo dei giorni passati, le cose rotte, sporche e inutili che raccontano solo di ciò che è stato.
L’immondizia, da sempre considerata immagine del degrado della città e dell’uomo, assume nuove forme e bellezze grazie alla tecnica dell’artista brasiliano.

vik muniz trash art waste

Pluripremiato già nel 2010 con il suo film intitolato The West Land, le opere di Muniz sembrano oggi essere il manifesto artistico dei Mondiali di calcio 2014. Mentre tutto il mondo è incantato dal gioco del pallone, la popolazione locale è sommersa da povertà e degrado.
Imponenti stadi di cristallo come cattedrali nel deserto, circondate da discariche che ingombrano per le strade. Le opere di Vik abbelliscono i luoghi che nessuno vorrebbe frequentare,  i buchi neri dell’immondizia.

La discarica diventa il nuovo palcoscenico abbellito da riproduzioni giganti di opere d’arte realizzate con le macerie umane. Ispirato alle più grandi opere d’arte della storia, Vik riporduce la Gioconda, la Venere di Botticelli e il Goya utilizzando materiale di scarto. Il risultato è sorprendente: lo sporco ed il brutto diventano  nuovo, stupore, sorpresa e sorriso.
Enormi fotografie, visibili bene solo dall’alto, che danno forma ai grandi capolavori.
Da lontano sembrano essere semplici copie ma man mano che l’occhio si avvicina si distinguono i dettagli: una lattina di Coca Cola, una maglietta stracciata, una scarpa, una buccia di banana.
Ogni colore ed ogni forma altro non è che un rifiuto, uno scarto che rivive come pezzo unico di un’opera d’arte che riconsegna bellezza alle sempre piene valli di immondizia.

vik muniz trash art marat

Se ti piace la sua arte, puoi seguire i scatti di Vik Muniz  anche su Instragram!

Juli Balla, Persona Non Grata

Fotografa pubblicitaria, l’australiana Juli Balla sfida il suo pubblico con la mostra Persona Non Grata.

Persona non grata Juli Balla sigaretta

I suoi scatti ritraggono volti senza faccia. Senza alcun riferimento all’umano, i ritratti di Balla raccontano storie di vita, lasciando il pubblico immaginare personalità, esperto fisico, gusti, attitudini, sogni di ogni protagonista.

Persona non grata Juli Balla bubblegum

Per svelare la personalità di una persona a volte basta l’abito o i gesti. Per altri basta l’acconciatura e qualche accessorio per fantasticare sulla personalità di una persona. Il tecnicismo dell’esecuzione degli scatti di Balla nasconde una provocazione sociale e culturale. La fotografa, con l’aiuto della hair-stylist Kenneth Stoddart, capovolge il paradigma dell’era dell’apparenza, in cui tutti siamo giudicati che la forma più che per la sostanza. Oggi, infatti, basta un piccolo particolare, come un nastro tra i capelli o un paio di occhiali, per imprigionare una persona in una etichetta sociale.

In this work I am investigating how little is needed to define individuals and the shifting concept of personal identity… I have removed the human element and let the outward accouterments speak for themselves.
Juli Balla

Persona non grata Juli Balla necklace